Masha Ivashintsova la Vivian Maier russa

Oltre 30.000 negativi inediti scoperti dalla figlia in soffitta.
Ecco la storia di Masha Ivashintsova, la Vivian Maier Russa

Masha Ivashintsova © - autoritratto

La vita di Masha Ivashintsova si può raccontare attraverso i suoi Amori: il marito, gli amanti, l’impegno sociale, la fotografia, la sua Patria che l’ha così bistrattata fino a rinchiuderla in manicomio. 58 anni in cui ha testimoniato la vita in un Paese che non lascia spazio agli intellettuali né all’individualità. 58 anni e migliaia di fotografie scattate ma mai esposte.

Masha Ivashintsova ©

Asya, la figlia di Masha Ivashintshova:

Per me questa immagine è la metafora della vita di Masha: sola in una bella solitudine. Sola, ma comunque al centro, soggetto percepito, senza il quale la bellezza del mondo non esiste.”

Il primo Amore, il marito Melvar Melkumyan – l’insegnante-aguzzino

Classe 1942 nasce in una famiglia aristocratica i cui beni saranno confiscati dalle autorità in seguito alla rivoluzione bolscevica.

Tra gli anni 60 ed 80 è impegnata nel movimento artistico a Leningrado.
Lì conosce il marito, il linguista armeno Melvar Melkumyan da cui avrà una figlia, Asya Ivashintsova-Melkumyan che, alla separazione tra i due, andrà a vivere con il padre.

Maria Ivashintsova © - il marito Melvar Melkumyan

Il marito Melvar Melkumyan.

Dal diario di Masha:

«Melvar è un’insegnante sconosciuto, irraggiungibile e intoccabile. A quel tempo, il suo amore in lui era il desiderio di strapparmi dall’abominio di San Pietroburgo, da questa palude di una città. Mi ha torturato con la sua volontà, mi ha imprigionato, ha cercato di distruggermi con le sue parole. Lo odiavo. Ma a causa della mia impotenza interiore non potevo fare un passo senza di lui. E, pure essendo fuggita, pur essendomi liberata, sono tornata di nuovo dal mio “insegnante-aguzzino”. E poi, ancora una volta l’ho lasciato come una vergine ripulita e senza peccato. Lui stesso ha portato i miei peccati ».

L’ Amore di una vita Boris Smelov

Dopo la separazione la vita di Masha Ivanshintsova si rivela tanto turbolenta quanto ricca di esperienze. Intrattiene relazioni con il poeta Viktor Krivulin ed il fotografo Boris Smelov, di cui celebrerà più volte la grandezza nei suoi diari. Ed è proprio da questi diari, uniti alle immagini che arriva fino a noi lo spaccato di una donna divisa, dedita all’arte ma inconsapevole del suo reale valore che ritiene banale a fronte del “genio” dei suoi uomini.

Maria Ivashintsova © - Masha Ivashintsova e Boris Smelov

Dal sito di Masha Ivashintsova:

“Boris ha in mano uno dei più famosi modelli di fotocamere Leica degli anni ’60, la Leica IIIc.
Nonostante Boris vivesse umilmente, spesso lottando con i soldi, risparmiò per acquistare l’attrezzatura migliore. Più tardi, donò questa Leica a Masha come regalo. Un regalo che ha usato molto negli anni seguenti.”

La Donna dalle mille vite e l’Ospedale Psichiatrico

Masha, una donna eclettica che vive tante vite: fotografa, critica teatrale, bibliotecaria, addetta al guardaroba, ingegnere progettista, meccanico di ascensori, guardia giurata, ma non riesce a trovare una vera strada da seguire ed agli inizi degli anni 80 è disoccupata in un paese dove la disoccupazione è un reato penale.

Le viene imposto di scegliere tra il carcere e l’ospedale psichiatrico. Sceglierà quest’ultima strada, in un percorso che la spegnerà lentamente tra medicine e trattamenti che tendono a omologare le persone in un regime dove non può esistere l’arte e la libertà di pensiero. E qui muore, nel 2000 a soli 58 anni tra le braccia della figlia.

Maria Ivashintsova © - Scimmia incatenata

Asya – la figlia di Masha Ivashintsova

“Nel 1981, 3 anni dopo aver scattato questa foto, Masha subirà un ricovero coatto in un ospedale psichiatrico sovietico per la prima volta. A volte, penso di vedere un avvertimento, una sorta di premonizione del suo futuro prossimo nella sua fotografia.”

L’ Eredità

Della vera eredità della madre, la figlia Asya non sospetta nulla, fino a quando, nel 2017 rientra nella casa materna a Pushkin per una ristrutturazione e scopre in soffitta uno scatolone con oltre 30.000 negativi mai sviluppati.
Ne stampano alcuni e scoprono immagini sbalorditive, immagini che raccontano molto bene l’atmosfera ed il modo di vivere di questa Unione Sovietica da Guerra Fredda attraverso il racconto di una donna straordinaria che non ha saputo mai quanto lo era finché era in vita.

Maria Ivashintsova © - The two sisters

Masha ha tenuto le sue opere nel nostro attico perché la sua fotografia non è stata creata per una mostra o uno spettacolo. Fu l’infinito tentativo di Masha di comprendere le sfumature del mondo interiore ed esteriore. Erano dolore, gioia e la stessa manifestazione della vita – come lo era la vita stessa di Masha.

Oggi la figlia vuole fare conoscere al mondo queste immagini, il “Mondo di Masha” come lo chiama lei, in un tributo che riconosca il valore reale di questa fantastica artista.

Al momento l’unica mostra programmata è a Vienna, ma speriamo al più presto arrivi anche in Italia affinché

“Il lavoro di Masha e la sua Storia riecheggino nelle anime di molti”

(Asya Ivashintsova-Melkumyan,  la figlia di Masha)

Ringraziamenti e Copyright

L’autrice di tutte le immagini di questo post è Masha Ivashintsova ©.
Tutte le immagini sono state gentilmente concesse per il post dalla figlia Asya Ivashintsova-Melkumyan.

Per approfondire la vita di questa fantastica Donna e Fotografa potete visitare il sito mashaivashintsova.com

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