Il diaframma è femmina

Ammettiamolo, il diaframma è uno strumento prettamente femminile: a noi generalmente piace tutto aperto, per mettere a fuoco solo quello che vogliamo. Ed il resto fuori fuoco, indistinto, che non disturbi la nostra voglia di sognare.

 

Poco c’importa della PdC che sembra il nome di una brutta malattia.

E poi, vuoi mettere a Natale, con tutte le lucine dietro, che bokeh romantico può venir fuori? Roba da far impallidire persino Rosamunde Pilcher !

 E quel piatto speciale

che abbiamo preparato con tanto impegno dopo aver visto la Parodi o consultato Giallozafferano, non vogliamo mica perderlo così, ingurgitato in un sol boccone dal nostro compagno, che se tanto gli proponi anche il fieno è uguale, per l’entusiasmo che dimostra alle nostre preparazioni da gourmet.

Instagram è così barbaro per noi donnine che sappiamo fotografare: il piatto ripreso dall’alto, con quel grandangolo che sforma un po’ tutto.

Basta così poco: sistemiamo un paio di luci (o anche candele se vogliamo essere romantiche), ci incliniamo un po’, apriamo il  diaframma … ed ecco la magia.
Quello sfocato che fa tanto ristorante stellato aggiunge sapore persino ai nostri crostini con cibo avanzato del giorno prima.

Mentre l’uomo no, l’uomo dal diaframma pretende

 

Vuole che si veda tutto e che tutto sia ben nitido.
f8 e f11 sono dogmi imprescindibili, la profondità del paesaggio deve partire dal bagnasciuga ed arrivare fino alla malga di Heidi in Svizzera.

L’uomo aborre la conchiglia dolcemente adagiata sulla rena all’alba, ripresa dal basso, proprio da vicino vicino, tanto che quasi riesci a sentirci dentro il rumore del mare.

Principesse-Disney

A noi basta una parte del tutto per farci sognare, d’altronde è nel nostro DNA: Cenerentola, Biancaneve, Aurora, hanno sposato il loro principe solo perché aveva gli occhi azzurri, incuranti di tutta la profondità di campo dei loro possedimenti.

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